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Malasanità: ottenere il giusto risarcimento

La responsabilità medica, quale paradigma della più generale responsabilità professionale, costituisce il risvolto patologico dell’attività sanitaria e sorge da una prestazione inadeguata (della struttura sanitaria o del medico) che ha prodotto effetti negativi sul diritto alla salute del paziente (art. 32 Cost.).

 

Il rapporto tra medico e malato, la c.d. alleanza terapeutica, è oggi attraversato da criticità dovute principalmente dall’esistenza di tensioni contrapposte: da un lato si tende ad elevare fino all’eccesso l’aspettativa nei confronti del “risultato” della prestazione medica, per altro verso si tende a imporre nell’ambito di tale rapporto supposte necessità organizzative improntante ad esigenze extra-sanitarie (rispetto di costi, tempi, standard burocratici), di sovente disallineate rispetto al “bene” del paziente. Ciò ha reso notevolmente difficoltosa la comunicazione tra medico e struttura sanitaria da una parte, e paziente dall’altra.

L’incremento e la complessità sempre crescente delle prestazioni sanitarie, inoltre, ha accresciuto enormemente il contenzioso in materia di responsabilità medica.

La mancanza di criteri di riferimento univoci e condivisi, unitamente ad arresti della giurisprudenza non di rado contraddittori, impone al legale il possesso di un adeguato “sapere specialistico” tanto nella tutela del paziente (o dei loro parenti in caso di decesso) quanto nella difesa del sanitario chiamato in contenzioso.

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